Circolo PD di Padenghe
lunedì 30 gennaio 2012
Il Sindaco Avanzini: "cosa cambia in Valtenesi con gli istituti comprensivi, la nostra proposta"
Per legge, insieme dalla materne alle medie. Istituti comprensivi, insomma per legge. Una delle modalità volute non tanto per migliorare la qualità del servizio scolastico, ma per risparmiare. Gli Istituti comprensivi erano stati inventati dall’ex ministro Luigi Berlinguer, con una precisa intenzione: rendere effettiva la continuità didattica nella scuola dell’obbligo. Un’ipotesi di lavoro d’avanguardia.
Questa modalità di aggregazione “in verticale” viene fortemente sostenuta con motivazioni di carattere pedagogico-culturale-didattico da coloro che hanno in mente un processo di riforma che unifichi la scuola di base, rompendo la storica “separatezza” tra scuola elementare e scuola media.
mercoledì 22 giugno 2011
Due milioni di euro dagli accertamenti sull'evasione Ici
Mentre a livello nazionale tiene banco il difficile dibattito su federalismo fiscale e riduzione delle tasse, il Comune di Padenghe continua a garantire ai cittadini servizi di qualità senza inasprimenti fiscali. Lo fa applicando il principio che per pagare meno bisogna che tutti paghino il giusto.
Dal secondo semestre 2010 in collaborazione con «Fraternità Sistemi», il Comune ha avviato una verifica dei tributi locali, ipotizzando evasione dell'Ici sulle aree edificabili e accatastamenti impropri degli immobili, finalizzati anche all'esenzione dell'Ici sulla prima casa e relative pertinenze.
È EMERSO che l'evasione di proprietari di aree edificabili, che per anni non hanno pagato nulla o versato importi inferiori al dovuto, è quantificabile in circa 2 milioni di euro.
«L'amministrazione - spiega il sindaco Patrizia Avanzini - si è limitata ad applicare la normativa in vigore, senza introdurre alcun nuovo cambiamento. L'azione si è resa necessaria, oltre che per equità verso i cittadini, anche per evitare che l'evasione andasse in prescrizione».
Chi non ha rispettato i parametri viene sottoposto a verifica, e nel caso di omesso o parziale versamento riceve l'avviso di accertamento: la richiesta comprende l'imposta calcolata sul valore dell'area, maggiorata delle sanzioni e degli interessi di legge.
«È INNEGABILE che vi siano state proteste - ammette Avanzini - sfociate nel ricorso alla Commissione tributaria provinciale, anche perché, in alcuni casi, la somma derivante da anni di evasione più le varie penali, è considerevole».
Chi si ritiene ingiustamente tartassato può comunque opporre osservazioni all'ufficio tributi, mentre l'ufficio tecnico vaglia eventuali perizie controdeduttive. Chi vuole può chiedere la riduzione o l'azzeramento della capacità edificatoria, con conseguenti effetti sull'imposta: basta compilare il modulo comunale (da riconsegnare entro il 31 ottobre). Un'apposita variante del Piano di governo del territorio sancirà la nuova situazione derivante da tali dichiarazioni.
«Il nostro - conclude il sidnaco Avanzini - è un territorio di pregio, con valori raramente in diminuzione; chi ha il privilegio di possederne una parte, ha il dovere di contribuire al benessere della comunità tramite il congruo versamento delle imposte assegnate». fonte bresciaoggi.it
Dal secondo semestre 2010 in collaborazione con «Fraternità Sistemi», il Comune ha avviato una verifica dei tributi locali, ipotizzando evasione dell'Ici sulle aree edificabili e accatastamenti impropri degli immobili, finalizzati anche all'esenzione dell'Ici sulla prima casa e relative pertinenze.
È EMERSO che l'evasione di proprietari di aree edificabili, che per anni non hanno pagato nulla o versato importi inferiori al dovuto, è quantificabile in circa 2 milioni di euro.
«L'amministrazione - spiega il sindaco Patrizia Avanzini - si è limitata ad applicare la normativa in vigore, senza introdurre alcun nuovo cambiamento. L'azione si è resa necessaria, oltre che per equità verso i cittadini, anche per evitare che l'evasione andasse in prescrizione».
Chi non ha rispettato i parametri viene sottoposto a verifica, e nel caso di omesso o parziale versamento riceve l'avviso di accertamento: la richiesta comprende l'imposta calcolata sul valore dell'area, maggiorata delle sanzioni e degli interessi di legge.
«È INNEGABILE che vi siano state proteste - ammette Avanzini - sfociate nel ricorso alla Commissione tributaria provinciale, anche perché, in alcuni casi, la somma derivante da anni di evasione più le varie penali, è considerevole».
Chi si ritiene ingiustamente tartassato può comunque opporre osservazioni all'ufficio tributi, mentre l'ufficio tecnico vaglia eventuali perizie controdeduttive. Chi vuole può chiedere la riduzione o l'azzeramento della capacità edificatoria, con conseguenti effetti sull'imposta: basta compilare il modulo comunale (da riconsegnare entro il 31 ottobre). Un'apposita variante del Piano di governo del territorio sancirà la nuova situazione derivante da tali dichiarazioni.
«Il nostro - conclude il sidnaco Avanzini - è un territorio di pregio, con valori raramente in diminuzione; chi ha il privilegio di possederne una parte, ha il dovere di contribuire al benessere della comunità tramite il congruo versamento delle imposte assegnate». fonte bresciaoggi.it
venerdì 10 giugno 2011
EFFETTO DOMINO - REFERENDUM 12 -13 GIUGNO 2011 - Siamo tutti indispensabili
Invitiamo a VOTARE 4 SI
e invitiamo a farlo Domenica mattina per l'effetto domino!
venerdì 27 maggio 2011
PADENGHE: alto là seconde case
La nuova struttura turistica all'interno della mega rotonda in località Santa Giulia di Padenghe sul Garda non sarà e non diverrà una temuta «residenza turistico alberghiera», ovvero una realtà di seconde case «travestita» da albergo. Sarà invece esattamente un albergo con centro convegni, di cui l'amministrazione, guidata da Patrizia Avanzini, ha smussato le volumetrie rispetto a quanto previsto in un primo tempo.
Alcuni anni fa, era il 2007, si parlò di incubo cemento, perché, assieme ad alcuni interventi nel territorio di Lonato, questa costruzione avrebbe violentato il verde della piana di Maguzzano. Una delibera del 2007 dichiarava di pubblica utilità la realizzazione del centro congressi e, quindi, di due strutture alberghiere in località Santa Giulia: il primo di 2070 mc e l'hotel affiancato quasi 14 mila mc, l'altro, quello a lago 6000 mc.
Il 10 maggio il consiglio comunale è stato quindi chiamato a decidere sui modi di realizzazione dei primi due. E ora è tutto più chiaro dopo i timori e le confusioni del passato.
L'albergo e il centro convegni sorgeranno all'interno della gigantesca rotonda che ha eliminato il pericoloso incrocio tra la minitangenziale per Desenzano e la strada provinciale: in consiglio sono state date garanzie che non sarà una Rta, ossia un residence di seconde case.
La superficie lorda complessiva è stata ridotta di 500 mq, il 10% in meno: lo volumetria dovrebbe essere tra i 13 e i 14 mila mc. Come standard è prevista la sistemazione di un tratto di 360 metri di passeggiata a lago (costo 116 mila euro), che verosimilmente sarà come quelle già esistenti o in progetto. A uso pubblico, sempre all'interno della rotatoria, saranno realizzati 93 posti auto pubblici, mentre altri 147 saranno interrati e privati.
Il lato edificato su via Marconi sarà mitigato con piante secondo le indicazioni della Soprintendenza, che ha fornito indicazioni per la tutela del Rio Maguzzano e per la piantumazione di essenze arboree a fianchi del corso.
di E.GR. fonte bresciaoggi.it
Alcuni anni fa, era il 2007, si parlò di incubo cemento, perché, assieme ad alcuni interventi nel territorio di Lonato, questa costruzione avrebbe violentato il verde della piana di Maguzzano. Una delibera del 2007 dichiarava di pubblica utilità la realizzazione del centro congressi e, quindi, di due strutture alberghiere in località Santa Giulia: il primo di 2070 mc e l'hotel affiancato quasi 14 mila mc, l'altro, quello a lago 6000 mc.
Il 10 maggio il consiglio comunale è stato quindi chiamato a decidere sui modi di realizzazione dei primi due. E ora è tutto più chiaro dopo i timori e le confusioni del passato.
L'albergo e il centro convegni sorgeranno all'interno della gigantesca rotonda che ha eliminato il pericoloso incrocio tra la minitangenziale per Desenzano e la strada provinciale: in consiglio sono state date garanzie che non sarà una Rta, ossia un residence di seconde case.
La superficie lorda complessiva è stata ridotta di 500 mq, il 10% in meno: lo volumetria dovrebbe essere tra i 13 e i 14 mila mc. Come standard è prevista la sistemazione di un tratto di 360 metri di passeggiata a lago (costo 116 mila euro), che verosimilmente sarà come quelle già esistenti o in progetto. A uso pubblico, sempre all'interno della rotatoria, saranno realizzati 93 posti auto pubblici, mentre altri 147 saranno interrati e privati.
Il lato edificato su via Marconi sarà mitigato con piante secondo le indicazioni della Soprintendenza, che ha fornito indicazioni per la tutela del Rio Maguzzano e per la piantumazione di essenze arboree a fianchi del corso.
di E.GR. fonte bresciaoggi.it
giovedì 12 maggio 2011
Padenghe/Moniga: taglio del nastro per la «passeggiata»
Tra Moniga e Padenghe è stata inaugurata la passeggiata a lago nel tratto dal confine di Moniga al Gardazzurro (ex centro balneare Om). Per l'area di Padenghe l'obiettivo del Consorzio dei Comuni della sponda bresciana del Garda e Idro, in collaborazione con i Comuni, è avere una passeggiata lungo la spiaggia da Moniga al Lido di Lonato. Una prima parte era stata realizzata nel 2008 in zona Lido: eseguita con altri criteri costruttivi, ha richiesto interventi di restauro per i danneggiamenti subiti dallo sciabordio delle onde; in parte è già stata rifatta con la stessa tecnica impiegata per il nuovo.
IL PROGETTO, la cui direzione lavori è affidata al Consorzio, consiste in una pavimentazione bassa; un impasto di calcestruzzo e resine con finitura in ghiaietto a vista, contenuta in cordoli di granito, illuminata la sera con segnapasso in ghisa. Realizzata secondo le prescrizioni della Soprintendenza dei beni Architettonici e paesistici e della Provincia di Brescia, é più strutturata della precedente e consente una manutenzione a lungo termine. L'investimento per tutta l'opera è di 1.420.000 euro, di cui 800.000 a carico del Comune. Il percorso è suddiviso in tre blocchi: il primo, che viene inaugurato oggi, dal confine di Moniga a Gardazzurro, il secondo, i cui lavori partiranno dopo l'estate, da Gardazzurro al Lido di Padenghe (520 mila) e il terzo, programmato dopo l'estate del 2012, dal Porto di Padenghe al Lido di Lonato (500 mila). I primi due tratti consentono già circa 2 Km di passeggiata, che faranno la gioia di turisti, ospiti e residenti alla ricerca di tranquillità. Se a Moniga la passeggiata a lago verso Padenghe era stata realizzata due inverni fa, per il futuro si guarda a quella verso Manerba, paese che pensa a completare quella collegante località Pieve con il confinante San Felice, da dove l'amministrazione sanfeliciana la farà proseguire fino a Salò. Sono tutte opere con un contributo al 50% dal Consorzio per la gestione del demanio della sponda bresciana del lago di Garda e del lago d'Idro: ampi tratti della litoranea, tra lavori fatti e previsti a breve, saranno percorribili a piedi.
fonte bresciaoggi.it di E.G.
IL PROGETTO, la cui direzione lavori è affidata al Consorzio, consiste in una pavimentazione bassa; un impasto di calcestruzzo e resine con finitura in ghiaietto a vista, contenuta in cordoli di granito, illuminata la sera con segnapasso in ghisa. Realizzata secondo le prescrizioni della Soprintendenza dei beni Architettonici e paesistici e della Provincia di Brescia, é più strutturata della precedente e consente una manutenzione a lungo termine. L'investimento per tutta l'opera è di 1.420.000 euro, di cui 800.000 a carico del Comune. Il percorso è suddiviso in tre blocchi: il primo, che viene inaugurato oggi, dal confine di Moniga a Gardazzurro, il secondo, i cui lavori partiranno dopo l'estate, da Gardazzurro al Lido di Padenghe (520 mila) e il terzo, programmato dopo l'estate del 2012, dal Porto di Padenghe al Lido di Lonato (500 mila). I primi due tratti consentono già circa 2 Km di passeggiata, che faranno la gioia di turisti, ospiti e residenti alla ricerca di tranquillità. Se a Moniga la passeggiata a lago verso Padenghe era stata realizzata due inverni fa, per il futuro si guarda a quella verso Manerba, paese che pensa a completare quella collegante località Pieve con il confinante San Felice, da dove l'amministrazione sanfeliciana la farà proseguire fino a Salò. Sono tutte opere con un contributo al 50% dal Consorzio per la gestione del demanio della sponda bresciana del lago di Garda e del lago d'Idro: ampi tratti della litoranea, tra lavori fatti e previsti a breve, saranno percorribili a piedi.
fonte bresciaoggi.it di E.G.
mercoledì 27 aprile 2011
Gassificatore polline a Bedizzole, incontro venerdì 29 aprile
venerdì 29/04/2011 h 20:30 il comune di Padenghe sul Garda organizza presso l'edificio delle scuole in via Talina (piano terra) un incontro sul tema "Progetto Gassificatore polline a Bedizzole" aperto a chiunque sia interessato.
venerdì 15 aprile 2011
Posti barca, il Demanio lancia la guerra ai furbi
Il Consorzio del Demanio ha ultimato le operazioni di assegnazione dei posti barca all'interno dei porti di San Felice (sia nel capoluogo che nella frazione di Portese, per una durata di otto anni), Manerba, Moniga e padenghe. E, ora, con l'inizio della bella stagione i proprietari delle imbarcazioni le stanno rimettendo in acqua, dopo avere completato le operazioni di verniciatura e di messa a punto.
IL CONSORZIO, presieduto da Rodolfo Berardinelli, ha la propria sede a Salò, nella palazzina dell'ex macello, quartiere delle Rive. Dopo l'adesione, negli ultimi tempi, di Sirmione, Gargnano e Limone, ora gestisce tutti i moli pubblici della riviera bresciana, a esclusione di Desenzano, l'unica località che ha sempre preferito fare da sè, non senza vivaci scontri. «Sulla sponda occidentale del lago - spiega Fausta Tonni, la direttrice - i posti complessivi sono 1.700, cui bisogna aggiungere le 1.500 boe fuori dai porti. Poi ne esistono molti altri in concessione dei cantieri privati».
Ci risulta che qualcuno voglia fare il furbo. «Sì. Molti, pur possedendo un solo natante, presentano domanda per avere lo spazio in due luoghi diversi, con l'intenzione poi, nel caso che ottengano l'assegnazione di entrambi, di subaffittarne uno a prezzo più alto. Noi stiamo attenti a evitare simili trucchi, e controlliamo in maniera accurata».
Esistono ancora le liste di attesa? «Sì, e piuttosto lunghe. Chi rinuncia al posto (per scelta propria, o in seguito al nostro intervento) lascia al primo degli esclusi. Scorriamo insomma la graduatoria».
In questi giorni non sono mancate le proteste per le manutenzioni effettuate a San Felice e Portese. La ditta incaricata di eseguire i lavori ha tolto la vecchia catenaria alla quale erano agganciate le boe necessarie ad ormeggiare le barche, collocandone due nuove. A parte il discorso sulla validità dell'operazione (le due linee parallele, in mezzo ai moli, non sembrano garantire adeguata sicurezza in caso di moto ondoso), in molti si sono lamentati per il fatto che la catenaria arrugginita venga lasciata sul fondo, a marcire in mezzo alle alghe. Come se il lago fosse in grado di digerire tutto, alla stregua di una pattumiera: dai sacchetti di plastica alle lattine, dalle bottiglie al ferro.
«ABBIAMO rifatto gli ormeggi - spiegano la Tonni e Berardinelli - perchè ognuno utilizzava una boa differente. Per tacere dei plinti e del pendino. Qualche barca (8 su 33) è ancora attaccata con un piccola catena, ma lunedì mattina provvederemo a risolvere la questione. Così da mettere ordine. La scelta delle due nuove catenarie centrali è dipesa dalla necessità di garantire maggiore comodità e flessibilità a chi entra o esce». E i quintali di ferro abbandonati sul fondo? «Li tireremo fuori. Non li lasceremo lì». Parola di presidente e direttore.
fonte: bresciaoggi.it
IL CONSORZIO, presieduto da Rodolfo Berardinelli, ha la propria sede a Salò, nella palazzina dell'ex macello, quartiere delle Rive. Dopo l'adesione, negli ultimi tempi, di Sirmione, Gargnano e Limone, ora gestisce tutti i moli pubblici della riviera bresciana, a esclusione di Desenzano, l'unica località che ha sempre preferito fare da sè, non senza vivaci scontri. «Sulla sponda occidentale del lago - spiega Fausta Tonni, la direttrice - i posti complessivi sono 1.700, cui bisogna aggiungere le 1.500 boe fuori dai porti. Poi ne esistono molti altri in concessione dei cantieri privati».
Ci risulta che qualcuno voglia fare il furbo. «Sì. Molti, pur possedendo un solo natante, presentano domanda per avere lo spazio in due luoghi diversi, con l'intenzione poi, nel caso che ottengano l'assegnazione di entrambi, di subaffittarne uno a prezzo più alto. Noi stiamo attenti a evitare simili trucchi, e controlliamo in maniera accurata».
Esistono ancora le liste di attesa? «Sì, e piuttosto lunghe. Chi rinuncia al posto (per scelta propria, o in seguito al nostro intervento) lascia al primo degli esclusi. Scorriamo insomma la graduatoria».
In questi giorni non sono mancate le proteste per le manutenzioni effettuate a San Felice e Portese. La ditta incaricata di eseguire i lavori ha tolto la vecchia catenaria alla quale erano agganciate le boe necessarie ad ormeggiare le barche, collocandone due nuove. A parte il discorso sulla validità dell'operazione (le due linee parallele, in mezzo ai moli, non sembrano garantire adeguata sicurezza in caso di moto ondoso), in molti si sono lamentati per il fatto che la catenaria arrugginita venga lasciata sul fondo, a marcire in mezzo alle alghe. Come se il lago fosse in grado di digerire tutto, alla stregua di una pattumiera: dai sacchetti di plastica alle lattine, dalle bottiglie al ferro.
«ABBIAMO rifatto gli ormeggi - spiegano la Tonni e Berardinelli - perchè ognuno utilizzava una boa differente. Per tacere dei plinti e del pendino. Qualche barca (8 su 33) è ancora attaccata con un piccola catena, ma lunedì mattina provvederemo a risolvere la questione. Così da mettere ordine. La scelta delle due nuove catenarie centrali è dipesa dalla necessità di garantire maggiore comodità e flessibilità a chi entra o esce». E i quintali di ferro abbandonati sul fondo? «Li tireremo fuori. Non li lasceremo lì». Parola di presidente e direttore.
fonte: bresciaoggi.it
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