mercoledì 27 aprile 2011
Gassificatore polline a Bedizzole, incontro venerdì 29 aprile
venerdì 29/04/2011 h 20:30 il comune di Padenghe sul Garda organizza presso l'edificio delle scuole in via Talina (piano terra) un incontro sul tema "Progetto Gassificatore polline a Bedizzole" aperto a chiunque sia interessato.
venerdì 15 aprile 2011
Posti barca, il Demanio lancia la guerra ai furbi
Il Consorzio del Demanio ha ultimato le operazioni di assegnazione dei posti barca all'interno dei porti di San Felice (sia nel capoluogo che nella frazione di Portese, per una durata di otto anni), Manerba, Moniga e padenghe. E, ora, con l'inizio della bella stagione i proprietari delle imbarcazioni le stanno rimettendo in acqua, dopo avere completato le operazioni di verniciatura e di messa a punto.
IL CONSORZIO, presieduto da Rodolfo Berardinelli, ha la propria sede a Salò, nella palazzina dell'ex macello, quartiere delle Rive. Dopo l'adesione, negli ultimi tempi, di Sirmione, Gargnano e Limone, ora gestisce tutti i moli pubblici della riviera bresciana, a esclusione di Desenzano, l'unica località che ha sempre preferito fare da sè, non senza vivaci scontri. «Sulla sponda occidentale del lago - spiega Fausta Tonni, la direttrice - i posti complessivi sono 1.700, cui bisogna aggiungere le 1.500 boe fuori dai porti. Poi ne esistono molti altri in concessione dei cantieri privati».
Ci risulta che qualcuno voglia fare il furbo. «Sì. Molti, pur possedendo un solo natante, presentano domanda per avere lo spazio in due luoghi diversi, con l'intenzione poi, nel caso che ottengano l'assegnazione di entrambi, di subaffittarne uno a prezzo più alto. Noi stiamo attenti a evitare simili trucchi, e controlliamo in maniera accurata».
Esistono ancora le liste di attesa? «Sì, e piuttosto lunghe. Chi rinuncia al posto (per scelta propria, o in seguito al nostro intervento) lascia al primo degli esclusi. Scorriamo insomma la graduatoria».
In questi giorni non sono mancate le proteste per le manutenzioni effettuate a San Felice e Portese. La ditta incaricata di eseguire i lavori ha tolto la vecchia catenaria alla quale erano agganciate le boe necessarie ad ormeggiare le barche, collocandone due nuove. A parte il discorso sulla validità dell'operazione (le due linee parallele, in mezzo ai moli, non sembrano garantire adeguata sicurezza in caso di moto ondoso), in molti si sono lamentati per il fatto che la catenaria arrugginita venga lasciata sul fondo, a marcire in mezzo alle alghe. Come se il lago fosse in grado di digerire tutto, alla stregua di una pattumiera: dai sacchetti di plastica alle lattine, dalle bottiglie al ferro.
«ABBIAMO rifatto gli ormeggi - spiegano la Tonni e Berardinelli - perchè ognuno utilizzava una boa differente. Per tacere dei plinti e del pendino. Qualche barca (8 su 33) è ancora attaccata con un piccola catena, ma lunedì mattina provvederemo a risolvere la questione. Così da mettere ordine. La scelta delle due nuove catenarie centrali è dipesa dalla necessità di garantire maggiore comodità e flessibilità a chi entra o esce». E i quintali di ferro abbandonati sul fondo? «Li tireremo fuori. Non li lasceremo lì». Parola di presidente e direttore.
fonte: bresciaoggi.it
IL CONSORZIO, presieduto da Rodolfo Berardinelli, ha la propria sede a Salò, nella palazzina dell'ex macello, quartiere delle Rive. Dopo l'adesione, negli ultimi tempi, di Sirmione, Gargnano e Limone, ora gestisce tutti i moli pubblici della riviera bresciana, a esclusione di Desenzano, l'unica località che ha sempre preferito fare da sè, non senza vivaci scontri. «Sulla sponda occidentale del lago - spiega Fausta Tonni, la direttrice - i posti complessivi sono 1.700, cui bisogna aggiungere le 1.500 boe fuori dai porti. Poi ne esistono molti altri in concessione dei cantieri privati».
Ci risulta che qualcuno voglia fare il furbo. «Sì. Molti, pur possedendo un solo natante, presentano domanda per avere lo spazio in due luoghi diversi, con l'intenzione poi, nel caso che ottengano l'assegnazione di entrambi, di subaffittarne uno a prezzo più alto. Noi stiamo attenti a evitare simili trucchi, e controlliamo in maniera accurata».
Esistono ancora le liste di attesa? «Sì, e piuttosto lunghe. Chi rinuncia al posto (per scelta propria, o in seguito al nostro intervento) lascia al primo degli esclusi. Scorriamo insomma la graduatoria».
In questi giorni non sono mancate le proteste per le manutenzioni effettuate a San Felice e Portese. La ditta incaricata di eseguire i lavori ha tolto la vecchia catenaria alla quale erano agganciate le boe necessarie ad ormeggiare le barche, collocandone due nuove. A parte il discorso sulla validità dell'operazione (le due linee parallele, in mezzo ai moli, non sembrano garantire adeguata sicurezza in caso di moto ondoso), in molti si sono lamentati per il fatto che la catenaria arrugginita venga lasciata sul fondo, a marcire in mezzo alle alghe. Come se il lago fosse in grado di digerire tutto, alla stregua di una pattumiera: dai sacchetti di plastica alle lattine, dalle bottiglie al ferro.
«ABBIAMO rifatto gli ormeggi - spiegano la Tonni e Berardinelli - perchè ognuno utilizzava una boa differente. Per tacere dei plinti e del pendino. Qualche barca (8 su 33) è ancora attaccata con un piccola catena, ma lunedì mattina provvederemo a risolvere la questione. Così da mettere ordine. La scelta delle due nuove catenarie centrali è dipesa dalla necessità di garantire maggiore comodità e flessibilità a chi entra o esce». E i quintali di ferro abbandonati sul fondo? «Li tireremo fuori. Non li lasceremo lì». Parola di presidente e direttore.
fonte: bresciaoggi.it
Iscriviti a:
Commenti (Atom)